CALCIO A ROVIANO

1924 - Primi calci a Roviano

Il gioco del calcio fece la sua comparsa a Roviano intorno al 1924 quando il signor Ranieri Benedetto si trasferì nel nostro paese. Il "Sor Benedetto", come lo chiamavano a Roviano, aveva cinque figli che praticavano il calcio dilettantistico nella capitale e pensarono di trasmettere nei giovani rovianesi la loro passione per il calcio. Come campo di pratica venne scelto il "Boschetto": l'ampiezza era di 20 metri per 30, le porte erano tronchi di alberi, distanti tra loro circa 6 metri e uniti nella parte superiore con una corda. I palloni vennero invece acquistati con una "sofferta" colletta tra alcuni giovani ed erano formati da una sfera di cuoio sottile che aveva un'apertura lunga circa 10 centimetri, attorniata da fori; all'interno veniva inserita una specie di gomma che si gonfiava con la pompa attraverso un tubetto ("bocchettone"); quando era abbastanza gonfia si chiudeva prima il "bocchettone" con un filo sottile, poi l'apertura con una stringa di cuoio. Quando il pallone si bagnava con la pioggia diventava molto pesante ed assumeva una forma indefinibile. La palla di pezza invece era formata da una sfera di tela resistente  il cui interno veniva riempito di pezze e/o segatura, di crusca, di paglia; a differenza del pallone, non rimbalzava. Per quanto riguarda le calzature si giocava con scarpe normali, scarponi e più di qualcuno a piedi scalzi.
Quasi tutti i giovani appassionati venivano derisi dalle persone anziane: "...s'ammazzanu pej appresso a una palla rotonna!". Ogni pomeriggio il "campo sportivo" si riempiva di giovani fino al calar del giorno, che si sfidavano in agguerriti incontri ai limiti del regolamento, dove non si vincevano trofei o coppe, ma solo la possibilità di "sfottere" i perdenti.

1925 - Alba Roviano

Una volta radicato e praticato il gioco del calcio, si pensò di costruire un'associazione sportiva per avere la possibilità di confrontarsi con altre realtà sportive al di fuori del paese. Nacque così nell'estate del 1925 l'Associazione Sportiva Alba, il cui presidente fu Marino Ranieri, il terzo figlio di Sor Benedetto, rimasto paralizzato alle gambe in seguito ad una malattia. A quei tempi già esisteva la Lazio da molti anni mentre pochi anni più in là nacque la Roma, formatasi dall'unione dell'Alba  e della Fortitudo. Si diede nome Alba Roviano poiché i fratelli Ranieri erano tifosi della stessa Alba.
In quel periodo il gioco del calcio era poco conosciuto nella valle dell'Aniene; veniva praticato ad Arsoli, a Tivoli ed a Palombara. E' proprio con queste squadre che il Roviano organizzo le prime partite amichevoli, nonostante la squadra del nostro paese non era abituata a giocare con 11 elementi; considerate le ridotte dimensioni del campo si giocava in 7 o in 9 giocatori per squadra. E' interessante ricordare una partita disputata e vinta a Riofreddo dove i giocatori rovianesi andarono nel campo sportivo di Riofreddo, insieme a fidanzate ed amici, a piedi, passando per la strada del monte Sant'Elia.

1930/1945 - Periodo antebellico e bellico

Negli anni '30, la frequente presenza nel nostro paese del famoso calciatore Sclavi, portiere della Lazio, contribuì notevolmente a diffondere l'interesse per il calcio e a far nascere la prima folta rappresentanza di tifo laziale, presente in maggioranza ancora oggi.
In questi anni gruppi di amici formarono squadre come Morte, Dopolavoro, Sant'Elia, Marzocchetta che si scontravano contro squadre dei paesi vicini dove il gioco del calcio cominciava a diffondersi: Anticoli, Agosta, Mandela, Riofreddo, Subiaco.
Durante poi il periodo della seconda guerra mondiale il calcio andò in crisi per mancanza di materiale umano.

1945/1950 - Associazione Sportiva Roviano

Al termine della guerra si rivedono di nuovo i calci al pallone. Con il crescente numero di giovani con la voglia di calcio, si avvertì l'esigenza di ampliare il campo sportivo, poiché le dimensioni del Boschetto erano troppo ridotte, ma in quei tempi non ci si poteva rivolgere agli Enti Pubblici alle prese con i problemi del dopoguerra. Prese allora iniziativa signor Mario Sargenti che chiese ed ottenne dal Principe Brancaccio l'autorizzazione per spianare il terreno dove si trova oggi la scuola media-elementare. In pochi mesi venne realizzato un campo sportivo, ma il divieto di tagliare le querce di Boschetto ed il grande pino secolare, esistente tuttora, non permise la realizzazione di un impianto regolamentare; ma le dimensioni erano 80 per 35 metri, notevolmente superiori rispetto a quelle precedenti, quindi non ci si poteva lamentare. Sempre in quei anni venne costituita l'Associazione Sportiva Roviano, bene organizzata per i tempi che erano; ma anche negli altri paesi vennero create le prime vere associazioni e costruiti campi sportivi regolamentari come quello di Agosta, dove esiste tuttora, di Vicovaro e di Carsoli.

1950/1960 - Il calcio amatoriale

Dopo lo scioglimento dell'Associazione Sportiva Roviano l'interesse per il gioco del calcio diminuì e molti giovani abbandonarono l'attività per impegni di lavoro e di studio. Comunque il calcio era sempre abbastanza praticato dai giovani e dai ragazzi e nel campo sportivo venivano disputate le solite accanite sfide tra gruppi, ma non solo di ragazzi. Non era raro infatti vedere sfide Giovani contro Vecchi, Scapoli contro Ammogliati, Laziali contro Romanisti. Il premio in palio, in quel periodo, era di lire cinquanta che ogni giocatore doveva consegnare, prima dell'inizio della partita, all'arbitro.
Intanto i ragazzi che frequentavano le scuole di Tivoli, quando "marinavano la scuola", si recavano a campo Ripoli a fare le "garette" contro i giovani tiburtini, ed alcuni ragazzi vennero anche tesserati dalle squadre di Tivoli, per disputare veri e propri campionati. In questo periodo nella Tivoli che disputava il campionato di serie D, giocava Plinio Castrucci, che pur se residente a Roma, durante i periodi estivi e festivi, villeggiava a Roviano. In seguito Plinio lasciò il calcio e divenne istruttore dei velocisti nell'atletica leggera, partecipando anche a tre Olimpiadi.

1960/1965 - Periodo di transizione, nascita della nuova A.S. Roviano e chiusura del Boschetto

Tra il 1960 ed il 1964 la pratica del calcio continuò sulla falsariga degli anni precedenti. Nel 1965 venne costruita però una nuova Associazione Sportiva Roviano, anche se girava voce di una possibile chiusura del campo sportivo il cui terreno era stato destinato per la costruzione di un edificio scolastico. Infatti il 4 luglio 1965 la partita Roviano-Torre Maura fu l'ultima partita disputata sul campo del Boschetto, campo che, per oltre 40 anni, era servito a fare appagare ai giovani rovianesi la loro passione per il gioco più bello del mondo. Il giorno seguente il campo venne recintato ma fu promesso che nello spazio di breve tempo sarebbe stato costruito un nuovo campo, anche se dovranno trascorrere altri 20 anni prima che il nuovo campo potesse essere realizzato. E così, mentre in tutti i paesi dell'Alta Valle dell'Aniene sorgevano nuovi campi sportivi, Roviano che era stato il primo ad averlo, non lo possedeva più.

1965/1975 - Emigrazione nelle società sportive della zona

Con la chiusura del campo sportivo ed il conseguente scioglimento della società sportiva, il gioco del calcio entrò in crisi e per alcuni anni, a Roviano, non si praticò più: i ragazzi che volevano "sfogare" la loro passione calcistica furono costretti a cerare ospitalità negli altri campi e così alcuni andarono a giocare ad Agosta, che intanto aveva iniziato l'attività agonistica in forma ufficiale.
Da ricordare tra gli "emigranti" c'è sicuramente Angelo Crialesi, destinato a diventare il più bravo ed il più famoso (dopo Ciccio Graziani di Subiaco) calciatore della Valle dell'Aniene, della Polisportiva Tivoli dove disputò due campionati di serie D e altrettanti di C. Nel 1980 passò all'Inter per poi andare al Brescia con quale esordì nel massimo campionato nazionale realizzando la sua prima rete in serie A contro la Roma. Nel 1981 si trasferì al Catania contribuendo con le sue reti alla promozione della squadra siciliana in seria A; decisiva fu inoltre, la sua marcatura negli spareggi a tre nello stadio Olimpico; le partite nello stadio romano vennero seguite da circa cinquecento rovianesi. Giocò poi in C1 con Piacenza, Foggia, Benevento, Salernitana, Venezia, quindi in serie C2 con l'Ostia Mare e concluse la sua carriere in serie D con L'Aquila. Dal 1992 ha iniziato la carriera di allenatore.
In seguito altri due ragazzi divennero famosi a livello locale: Baiocco Enrico e Innocenzi Pierluigi.

1967/1972 - Calcio femminile

Nel corso degli anni '60, aveva cominciato a diffondersi in Italia il "calcio in rosa". Anche tra le ragazze rovianesi nacque la passione per il gioco del calcio e all'inizio dell'estate del 1972, quasi tutte le fidanzatine o aspiranti fidanzate di calciatori locali, formarono una squadra di calcio femminile. Sotto la direzione di Tacchia Artemio, cominciarono i primi allenamenti e le prime partite al campetto del Convento e/o al campo del Boschetto, allora, in costruzione. La squadra venne denominata "Minerva". C'era anche un'altra squadra femminile di calcio chiamata invece "Venere".
Nell'impossibilità di confrontarsi con realtà calcistiche dei paesi limitrofi, dove il calcio in rosa non veniva praticato, le due squadre si incontrarono fra loro nelle "Coppa dell'Unità" e nel "Trofeo del nome di Maria".
Ma nel frattempo, ad Anticoli, alcune ragazze si erano organizzate e avevano formato una squadra che affrontò, al campo Vincenzo Carboni di Anticoli, quella composta da ragazze rovianesi, che vinsero per 3 a 0.
In seguito ci furono altri tentativi di formare una squadra femminile, ma, dopo l'entusiasmo iniziale, questi tentativi ebbero esiti negativi, sia a livello locale che nazionale.

1976 - L'Associazione Calcio Roviano

Il gioco del calcio rovianese ha iniziato l’attività in forma ufficiale l’11 luglio 1976 quando alcuni giocatori locali che militavano in società della zona, nel corso di una cena presso un’abitazione di Roviano, tra una portata e l’altra e tra un bicchiere e l’altro, ebbero l’idea di costituire una associazione sportiva in quanto sentivano l’esigenza e la necessità di partecipare ad un campionato ufficiale di calcio con una propria squadra, con una squadra di Roviano, anche in considerazione del fatto che molti erano i paesi limitrofi che avevano un campo sportivo e svolgevano attività a livello federale. L’idea venne concretizzata una settimana dopo anche perché questi giocatori furono sollecitati e incoraggiati da alcuni loro amici che offrirono disponibilità e collaborazione: nacque così l’Associazione Calcio Roviano che disputò il campionato provinciale di Terza categoria.

1976/1999 - La Polisportiva Roviano e l'inaugurazione del nuovo impianto sportivo

La squadra rovianese, composta di elementi locali, validi sia sul piano agonistico che su quello tecnico, partecipò per 10 anni al campionato di Terza categoria raggiungendo risultati sportivi di un certo livello, pur con enormi difficoltà organizzative poiché per la mancanza del campo sportivo in loco, la squadra non poté allenarsi in modo adeguato e produttivo, non potendo giocare quindi le partite casalinghe a Roviano. Nel frattempo la squadra cambiò nome da Associazione Calcio Roviano a Polisportiva Roviano.
Nella stagione sportiva 1985/1986, la Polisportiva Roviano, che disputava le proprie gare interne nel campo sportivo di Arsoli, dopo aver festeggiato la promozione in Seconda categoria festeggiò un nuovo e lieto avvenimento, atteso da oltre 10 anni: il completamento del campo sportivo, inaugurato il 18 ottobre 1986, alla presenza di importanti autorità politiche, sportive, religiose, militari, con la partecipazione di un’enorme affluenza di cittadini rovianesi di ogni età e sesso, di sportivi e rappresentanti di società sportive della Valle dell’Aniene. Dal 1986 al 1999, la Polisportiva Roviano ha alternato la partecipazione, per 13 anni a 8 campionati di Seconda e a 5 di Terza categoria con risultati sportivi altalenanti: stagioni calcistiche entusiasmanti culminate con la prestigiosa promozione nella categoria superiore (1991/92 - 1996/97) e stagioni deludenti con l’amara retrocessione nella categoria inferiore (1989/90 - 1992/93).

1999/2004 - La Prima categoria e gli ambiziosi progetti

Dal 1999, la Polisportiva Roviano ha cambiato obiettivi e programmi: non più la partecipazione ai vari campionati secondo le possibilità, le capacità, le potenzialità delle forze calcistiche locali e dei paesi vicini, ma la ricerca ambiziosa del successo sportivo: finisce così la funzione sociale e lo spirito campanilistico del gioco del calcio rovianese ed inizia l’esasperato fanatismo.
Nella stagione 1999/2000, la squadra rovianese, rinforzata da alcuni giocatori “importanti”, ha ottenuto la promozione in Prima Categoria, dove è rimasta fino al 2004. Importate in questi ultimi anni è la creazione della squadra juniores, che ha permesso ai giovani di Roviano di giocare un vero e proprio campionato. La forte squadra di giovani rovianese, nella stagione 2000/2001, vinse il campionato provinciale juniores nella sua prima apparizione.
Non si può pero non pensare alla disgrazia avvenuta in questo periodo: infatti venne a mancare un calciatore della rosa rovianese, Di Paolo Renato, di Camerata Nuova, a causa di un incidente durante una rappresentazione religiosa. Ed è proprio per questo motivo che la Polisportiva Roviano ha deciso di ritirare la maglia numero 8.

2004/2006 - Polisportiva Roviano Team Service e la fine del calcio giocato a Roviano

Il salto in avanti nel campionato di Promozione ha comportato notevoli disagi e svantaggi per tutti; poiché il campo sportivo locale non era idoneo per disputare le partite di quella categoria, la società fu costretta a reperire un campo nella zona (prima Vicovaro, poi Gerano ed infine Pisoniano), con grande dispendio di risorse economiche. Gli sportivi furono costretti a prendere la macchina per seguire la squadra anche nelle partite casalinghe, per cui fu scarsa la partecipazione della gente rovianese. In più i giovani calciatori locali, non avendo le capacità tecniche per disputare la Promozione, sono stati costretti a chiedere ospitalità nelle società sportive della zona o ad abbandonare l’attività calcistica. Inoltre Roviano, come paese, ne ha risentito anche a livello turistico, poiché sono venuti a mancare i tifosi delle squadre ospiti che spesso, al termine della partita, si fermavano per ammirare le bellezze del nostro paese o per pranzare nei ristoranti locali.
Da ricordarei in nel 2005, ma solo per curiosità e non per prestigio, il torneo vinto dagli juniores in terra spagnola con gli amici di Altafulla; fu la prima partita di sempre fuori dall'Italia.

2006 - A.S.D. Real Roviano Calcio

A causa della scomparsa del calcio giocato a Roviano, ad alcuni ragazzi rovianesi, venne l'idea di formare una nuova società di calcio che a differenza dell'altra non ambiva a risultati e categorie importanti ma si pose come scopo di far divertire la gente rovianese. Venne così fondata nell'agosto 2006 l'Associazione Sportiva Dilettantistica Real Roviano Calcio, tra le polemiche di una "sparuta minoranza" della Polisportiva Roviano, che non vide di buon occhio un'altra squadra nel paese. La squadra, che partecipa al campionato provinciale di Terza categoria, è formata da molti ex giocatori della Polisportiva Roviano ed è seguita da una moltitudine di tifosi rovianesi, sia in casa che in trasferta. Oltretutto, la squadra ha dato ai giocatori rimasti senza squadra la possibilità di giocare a calcio.
L'associazione si è poi prefissata anche di svolgere dei progetti di beneficenza come ad esempio la donazione di sangue e l'adozione a distanza.



(Testi e foto tratte dal libro "Roviano nel pallone" di Battisti Gino)

Classifica


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